Addio certezze: perchè e come convivere con la volatilità dei mercati

di Marco Liera (*) - 25/11/2012

Stampa Crea Pdf Invia Rss

La complessità crescente dei mercati finanziari e l’emergere di nuovi rischi remoti (come quello di default a catena di emittenti governativi) impongono agli investitori privati una riconsiderazione del loro approccio all’allocazione dei capitali. L’euro ha di fatto ridotto la possibilità di un’insolvenza di un singolo Paese europeo, ma ha reso meno improbabile l’eventualità che più Stati del vecchio continente finiscano nel baratro in rapida successione. L’interdipendenza dei mercati finanziari dovuta all’abbattimento delle barriere ai movimenti di capitali e all’innovazione degli strumenti (come molti derivati) hanno aumentato la possibilità che eventi destabilizzanti possano moltiplicarsi e diffondersi in modo incontrollato in varie aree del pianeta (ricordate Lehman Brothers?). Si aggiunga che la creazione delle grandi banche mondiali – che sono il risultato di processi di fusione e acquisizione - incrementa la probabilità che il fallimento di un singolo gruppo possa pregiudicare la stabilità di svariate concorrenti.

L’investitore saggio dovrebbe dimostrare di avere capacità di adattamento a questi scenari, evitando di illudersi di tornare alla presunta “normalità” dei tempi che furono. Nassim Taleb, l’autore del “Cigno Nero”, ha appena pubblicato un libro dal titolo “Antifragile”, in cui sostanzialmente divide il mondo in tre categorie (riferite a persone, cose, istituzioni, modi di vivere): siete fragili se evitate il disordine e gli eventi di svolta e di rottura per paura del disagio che potrebbero causare nella vostra vita. Siete robusti se potete resistere agli shock senza cambiare il vostro modo di essere. Siete “antifragili” se gli shock e gli eventi di rottura vi rendono più forti e più creativi, maggiormente in grado di adattarvi alle nuove sfide che la vita vi riserva. Taleb sostiene che dovremmo tutti cercare di diventare “antifragili”. Dal punto di vista dell’investitore, ciò significa imparare a convivere con incertezza e alta volatilità. E guardare con equilibrato scetticismo alle ricette tradizionali, come la diversificazione internazionale degli investimenti. L’efficacia della quale è fortemente ridimensionata in mercati finanziari, che - come detto - sono sempre più interdipendenti: qualcuno sa dire con certezza che fine farebbe il solidissimo bund in caso di insolvenza della Repubblica Italiana?

Ciò non esclude che vi possano essere delle destinazioni dei risparmi che da decenni mostrano una notevole persistenza. Come definire al riguardo il successo della Svizzera? Sta perdendo il segreto bancario, sta introducendo una tassazione delle ricchezze non dichiarate degli stranieri (al netto delle recenti resistenze tedesche), ha rendimenti pari a zero o giù di lì, ma continua ad avere una straordinaria capacità di attrarre capitali, come dimostra la forza del franco.

Ma negli investimenti, come noto, occorre guardare avanti, senza che per altro vi siano in giro persone in grado di fare previsioni con accuratezza. Occorre allora scontare una ampia gamma di scenari futuri, a partire da quelli più nefasti. Chissà, un giorno perfino la Svizzera potrebbe perdere appeal. Ciò comporta che l’investitore sia disposto a cercare quelle soluzioni che possono generare perdite assai più limitate dei possibili profitti. Mutuando una convinzione di Taleb, occorre dare agli investitori la possibilità di fare piccoli errori, e di correggerli nel tempo.

Stampa Crea Pdf Invia Rss


Vuoi lasciare un commento o essere informato delle prossime novità di YouInvest? Compila questo breve form

Cognome *
Nome *
E-mail *
Il tuo giudizio su YouInvest *
Commento
Finalità del trattamento dei dati personali
Accetto le finalità del trattamento dei dati personali
Codice di verifica Cambia testo