Azioni più sicure dei bond? Casomai più attraenti

di Marco Liera (*) - 21/10/2012

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Sorprendentemente, il 2012 rischia di passare alla storia come un anno molto positivo per gli investimenti finanziari. E’ difficile trovare una asset class in territorio negativo da inizio anno. La classe monetaria euro (BoT e altri titoli a breve termine emessi dai governi dell’eurozona) ha reso il 2,9%, l’obbligazionario governativo euro l’8,8%, l’azionario internazionale in euro (con dividendi reinvestiti) il 14,5%. Un portafoglio obbligazionario misto, composto all’80% da bond euro, al 10% da monetario euro e al 10% da azioni internazionali, he denunciato un profilo rischio rendimento straordinariamente efficiente, perché si è incrementato dell’8,8%, registrando un episodio di perdita massima (max drawdown) dell’1,6% (fonte: Analysis). Nonostante il fatto che esistano ancora forti elementi di instabilità, la maggiore coesione dei governi europei e le decisioni della Bce guidata da Mario Draghi hanno evitato panico e contagi. Gli investitori esteri sono tornati a comprare bond dei Paesi periferici, mentre quelli domestici (nel caso dell’Italia) non li avevano mai abbandonati. Il collocamento del BTP Italia di questa settimana è stato un successo senza precedenti.

Che fare ora? Una delle scuole di pensiero che sta prendendo piede tra gestori e consulenti finanziari è quella di ritenere l’asset class azionaria non solo più attraente di quella obbligazionaria, ma anche meno rischiosa. Il ragionamento è più o meno il seguente: il disastro è stato evitato, i BTp si sono ripresi di slancio dagli inferi in cui erano precipitati, ma ora il loro upside (il potenziale di rialzo) è limitato. Mentre persistono rischi di scivoloni ulteriori al minimo segnale di incertezza nella governance europea. D’altra parte, il reddito fisso ritenuto meno insicuro (come i bund) rende talmente poco che regala una sola certezza: quella di far perdere soldi in termini reali. Perché allora – prosegue il ragionamento - non aumentare l’allocazione nell’azionario, magari privilegiando i titoli ad alto dividendo, potenzialmente meno volatili?

Affermare che l’asset class azionaria possa essere più attraente di quella obbligazionaria su un orizzonte temporale di breve-medio periodo rientra ovviamente nel lavoro di gestori e analisti finanziari ed è la classica previsione sui mercati suscettibile di smentita con probabilità non modesta (questo dovrebbe essere noto anche agli investitori meno smaliziati). Dire invece che l’azionario è una asset class diventata meno incerta nella distribuzione dei ritorni rispetto a quella obbligazionaria potrebbe essere una forzatura distorsiva delle decisioni finanziarie degli individui. Le obbligazioni, i titoli di Stato, il risparmio postale, i depositi bancari e le polizze Vita rivalutabili sono gli unici prodotti in cui un soggetto (un emittente, una banca, una compagnia di assicurazione) si impegna contrattualmente a restituire al risparmiatore il capitale con gli interessi pattuiti. Tutti gli altri strumenti di investimenti (dalle azioni, alle commodities e agli immobili) non hanno queste caratteristiche.

Questa classificazione tra strumenti a rendimento certo e quelli a rendimento incerto è coerente con la migliore ricerca accademica sulla finanza comportamentale, a partire da quella di Zvi Bodie (professore alla Boston University), co-autore di quello che credo sia il migliore libro sugli investimenti personali degli ultimi anni, “Risk Less and Prosper”. Bodie ed altri autori della stessa scuola non affermano che i privati non debbano investire in azioni o strumenti azionari, ci mancherebbe! Argomentano invece che l’azionario e gli altri investimenti a rendimento incerto dovrebbero essere scelti da un individuo solamente dopo che il suo benessere economico è stato messo al sicuro. In che modo? Investendo in attività a rendimento certo (in particolare quelle a rendimento reale certo), anche se queste non sono particolarmente redditizie. O poco attraenti in relazioni all’azionario.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 21 ottobre 2012

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