Italiani meno ricchi, ma più fedeli ai BTP

di Marco Liera (*) - 14/10/2012

Stampa Crea Pdf Invia Rss

La tenuta dell’euro e la solvibilità dei Paesi periferici dipendono certamente dalle riforme di politica economica e dalla coesione dei governi europei, ma anche dalla compostezza dei risparmiatori. In mercati dei capitali senza barriere, dove è possibile spostare liberamente per via telematica qualunque deposito o portafoglio, movimenti anomali dei flussi potrebbero generare conseguenze drammatiche. Più volte in questa rubrica ho ricordato che uno degli antidoti alle bufere sui mercati potrebbe essere l’autarchia finanziaria, individuabile nel fatto che in Paesi in crisi come l’Italia le vendite di titoli domestici da parte degli investitori stranieri spaventati e/o diffidenti sono state più che compensate dagli acquisti dei residenti. Paradossalmente, quello che appare come un parziale fallimento della moneta unica (che doveva condurre a una maggiore osmosi dei mercati dei capitali, con acquisti reciproci di titoli di diversi Paesi membri da parte dei residenti dell’eurozona), è diventato un fattore di stabilità (o per lo meno di riduzione dell’instabilità).
Nella fase più acuta della crisi, quella compresa tra il giugno 2011 e il giugno 2012, gli investimenti finanziari delle famiglie e di altre categorie di clienti sono cresciuti nel comparto dei depositi bancari e postali (passando da 1.182,1 a 1.224,3 miliardi di euro) e si sono ridotti nel comparto dei titoli, con la raccolta indiretta delle banche che è scesa da 1.804,7 a 1.699,1 miliardi. Questo in base ai dati Bankitalia pubblicati giovedì nel Bollettino Statistico. Ovviamente per un bilancio complessivo occorrerebbe tenere conto dei flussi da e per gli altri comparti del risparmio. Nelle polizze Vita, in base ai dati Ania, il saldo netto tra premi incassati e prestazioni pagate dei primi sei mesi del 2012 è negativo per 3 miliardi di euro. Lo stock di ricchezza finanziaria totale lorda è aggiornato da Bankitalia a fine marzo 2012 ed è in arretramento rispetto a un anno prima (da 3.650,7 a 3.555,5 miliardi di euro). La propensione al risparmio, in base ai dati pubblicati dall’Istat in settimana riferiti al secondo trimestre 2012, è pari all'8,1%, con una diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,5 punti percentuali rispetto al corrisponde trimestre del 2011.
In una fase che sembra di contrazione dello stock di ricchezza finanziaria, è interessante vedere come gli italiani hanno riallocato i loro risparmi. Se è vero che la raccolta indiretta complessiva è in diminuzione, è anche vero che i titoli di Stato depositati nelle banche e attribuibili alle famiglie consumatrici sono passati da 199,9 a 214,4 miliardi di euro nei 12 mesi precedenti la fine di giugno 2012. La posizione in BTp, da sola, è salita di 20 miliardi di euro (da 134,5 a 154,5 miliardi). I privati hanno quindi dato fiducia ai titoli del debito pubblico italiani, nel periodo di peggiore tensione per lo spread. La riduzione della raccolta indiretta è attribuibile soprattutto a fondi comuni e Sicav, e agli altri titoli di debito in euro.
L’invito a diversificare all’estero i propri risparmi che è stato formulato da vari consulenti finanziari è stato assecondato dai clienti con un sano equilibrio. I titoli di debito in valuta depositati nelle banche sono scesi in un anno da 49,1 a 40,7 miliardi, mentre il patrimonio dei fondi comuni obbligazionari diversificati al di fuori dell’euro è aumentato da 101,2 a 119,7 miliardi. In sintesi, non solo non c’è stata alcuna fuga da parte dei residenti dai titoli di Stato e dai depositi bancari e postali italiani, ma al contrario queste posizioni sono state incrementate, mentre l’esposizione verso l’estero è aumentata marginalmente nel risparmio gestito tramite sottoscrizione di fondi comuni specializzati. Da parte loro, i gestori non si sono comportati diversamente: all’interno delle gestioni patrimoniali di banche, Sim e (soprattutto) Sgr, la posizione in BTp è salita da 136 a 154 miliardi di euro.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 14 ottobre 2012

Stampa Crea Pdf Invia Rss


Vuoi lasciare un commento o essere informato delle prossime novità di YouInvest? Compila questo breve form

Cognome *
Nome *
E-mail *
Il tuo giudizio su YouInvest *
Commento
Finalità del trattamento dei dati personali
Accetto le finalità del trattamento dei dati personali
Codice di verifica Cambia testo