Come cambia la "vita finanziaria" in un mondo di anziani

di Marco Liera - 07/10/2012

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Secondo un recente sondaggio condotto in Inghilterra, la mezza età arriva a 55 anni e la vecchiaia a 70. Solo una generazione fa, le persone si sentivano vecchie già a 60 anni. E i progressi dell’alimentazione, degli stili di vita e soprattutto della medicina sembrano non essere finiti. Scenari per certi versi piacevoli, per altri sconvolgenti si aprono per l’umanità. Ragionando in termini di vita finanziaria degli individui, la questione non si risolve con la pianificazione previdenziale (retirement planning), anche se ovviamente questo è un passaggio fondamentale. Occorre chiedersi per quanti anni sarà possibile/desiderabile lavorare e quindi percepire un reddito, e per quanti anni sarà possibile restare autosufficienti. Occorre pianificare il trasferimento intergenerazionale della ricchezza, in modo tale che i figli o anche soggetti esterni alle famiglie siano coinvolti in processi di condivisione del benessere sempre più necessari: vecchiaie sempre più lunghe dovrebbero poter contare su reti (familiari e non) di affetti e aiuti che pragmaticamente sono più solide se basate anche su rapporti economici. Occorre per quanto possibile mettere in conto di dover affrontare eventi avversi e drammatici, come sopravvivere ai propri figli o cadere nella non autosufficienza. Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine.

  1. Proteggete il capitale umano finchè ci sono compagnie di assicurazioni disposte a farlo. Adeguate polizze caso morte e invalidità permanente e da malattia sono assolutamente prioritarie per chi percepisce e percepirà in futuro dei redditi (da lavoro e altro) indispensabili per mantenere se stesso o i propri familiari. All’avanzare dell’età assicurare questi rischi diventa sempre più caro o addirittura impossibile. E’ chiaro che con l’età il valore del capitale umano da assicurare si riduce, e scende il numero di familiari da coprire rispetto alla premorienza (perché i figli si rendono indipendenti). Ma il rischio di invalidità permanente per malattia invece aumenta, e un capitale assicurato allo scopo – ancorchè decrescente - serve sempre.
  2. Proteggetevi contro il rischio di non autosufficienza con polizze long term care. E’ un rischio diverso rispetto all’invalidità permanente: mentre quest’ultima, nei casi molto gravi (quelli che vale la pena assicurare), azzera le possibilità di continuare a fare il proprio lavoro e a generare un reddito, la non autosufficienza riduce in modo irrimediabile la capacità di badare a se stessi (oltre che di lavorare). Anche assicurare questo rischio diventa sempre più caro o addirittura impossibile all’avanzare dell’età.
  3. Accantonate extra risorse per coprire i rischi non più assicurabili. Oltre una certa età come detto diventa molto difficile se non impossibile trasferire i rischi di invalidità permanente da malattia o da non autosufficienza. A quel punto solamente delle riserve finanziarie personali possono essere d’aiuto.
  4. Una copertura malattia come quella sulle spese da sostenere per grandi interventi chirurgici o per curare gravi malattie non pare prioritaria in Italia, grazie alle prestazioni offerte dal Servizio Sanitario Nazionale. E’ chiaro che in non pochi casi può fare la differenza. Ma altre polizze sembrano più importanti.
  5. Pianificate l’eredità (estate planning), coinvolgendo familiari e altri beneficiari. Questa chiarezza può aiutare molto a minimizzare conflitti e a non finire in solitudine gli ultimi anni di vita. Chi per legittimità o altri motivi è vostro erede, si sta facendo in ogni caso delle domande su quello che economicamente lo aspetta. Meglio dargli/darle delle risposte certe adesso che lasciare tutto nel vago. E nella pianificazione successoria, se potete, lasciate uno spazio per la beneficenza.
  6. Tenete rigidamente separati i vostri patrimoni da quelli dei vostri figli. I quali si devono abituare a contare solo su ciò che sono in grado di guadagnare e su quello che eventualmente avete deciso di condividere con loro. Non sull’eredità che eventualmente li aspetta.

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