Aumento Unicredit, i numeri (e il tool) per decidere

di di Marco Liera (*) - 05/01/2012

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In attesa di ulteriori approfondimenti su come sia stato possibile che dall'inizio del 1994 il titolo Unicredit abbia perso il 49% (dato aggiornato alle 12 del 5 gennaio, dividendi esclusi) nonostante il management della banca abbia ossessivamente dichiarato in tutti questi 18 anni di puntare alla "crescita dello shareholder value" nelle decine e decine di presentazioni in powerpoint mostrate agli investitori, occupiamoci di una questione molto più urgente: che fare con i titoli Unicredit alla vigilia dell'aumento di capitale?  E poi: per chi non li ha, è il caso di entrare adesso?

In linea con i principi di YouInvest, devo premettere che l'investimento azionario si adatta solamente a quei risparmiatori che hanno già protetto al massimo il proprio benessere presente e futuro con strumenti a rendimento il più possibile certo (si veda il nostro modello a piramide della finanza personale) e hanno risorse da dedicare all'aumento del benessere stesso con strumenti a rendimento incerto. Inoltre, in questo già ristretto sottoinsieme di risparmiatori, quelli che hanno le caratteristiche (preparazione, tempo e passione da dedicare allo studio di aziende e mercati) per fare direttamente stock picking sono ancora meno.  

Fatta questa premessa, qualsiasi decisione di investimento oggi deve partire da una domanda di fondo, che non può essere delegata ad alcun "esperto" perchè tanto non vi darebbe le certezze di cui avete bisogno: credo o no che l'Italia finisca in default? A chi è portato a crederlo (e merita tutto il nostro rispetto) non saprei cosa dire, perchè in questo scenario catastrofico forse neppure i soldi nel materasso si salverebbero. Molto probabilmente a valle dell'insolvenza della Repubblica italiana crollerebbe l'euro, e lo tsunami finanziario si abbatterebbe pure sulla Germania e sui sistemi finanziari dei Paesi interdipendenti con la moneta unica (praticamente tutti, compresi USA, Svizzera, Cina e Nuova Zelanda).

Chi invece crede che l'Italia manterrà la propria solvibilità concorderà che in questo caso anche le banche italiane sopravviveranno. Con problemi enormi per anni, e quindi bassa redditività, ma sopravviveranno. In questo scenario, rispetto alle azioni, che potrebbero essere nuovamente maltrattate da ulteriori e inaspettate richieste di capitali ai soci dettate dalle misure di EBA e Basilee varie, il profilo rischio rendimento che si adatta di più agli investitori che possono e vogliono aumentare il proprio benessere, ma non in modo troppo aggressivo, è quello dei bond emessi dalle banche. A questi prezzi e - ben inteso - in ipotesi di solvibilità delle emittenti, i bond bancari garantiscono un upside che non ha precedenti.

Una volta analizzata l'opzione bond, per i più aggressivi si pone l'opportunità di investire in azioni Unicredit. A prezzi scontatissimi, ma non necessariamente i più bassi anche dei prossimi anni. Soprattutto in questo ambito, non pensiate di trovare esperti veri o presunti che siano in grado di darvi consigli con un barlume di precisione. Stamattina un gestore che conosco da anni e che ritengo uno "smart" ha detto che su Unicredit "siamo vicini alla battaglia finale" e che entrare a questi valori può essere interessante. Ha anche detto che questo maxi-aumento di capitale, garantito da un consorzio di collocamento (quindi i soldi entrano in cassa sicuramente) può rappresentare un "turning point". Ciò vale per altre banche italiane, ma Unicredit ha la peculiarità di essere italiana solo per un terzo (gli altri due terzi essendo rappresentati da Germania+ Austria e da Est Europa). Un altro gestore, anche questo "smart" mi dice  invece: "Se proprio dovessi scegliere un modo per perdere soldi, preferirei non farlo con le Unicredit".

Meno incertezze ci sono sul fatto che nei prossimi giorni possa esserci una notevole pressione di vendita sul titolo e - viste le dimensioni dell'aumento - sul diritto. Per orientare nei possibili arbitraggi gli - speriamo pochi, vista la enorme possibilità di perdere soldi - investitori interessati, allego un foglio excel che - inserendo prezzo di mercato dell'azione e prezzo di mercato del diritto - calcola automaticamente la convenienza a detenere l'azione anzichè il diritto. Buona lotteria - pardon, buon investimento - a tutti!

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